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AI SEO: cosa dire ai clienti secondo Danny Sullivan di Google

AI SEO: cosa dire ai clienti secondo Danny Sullivan di Google

Autore Graziano De Maio - Gdmtech
Ti auguro buona lettura e mi raccomando, se dopo aver letto questo articolo hai bisogno di aiuto non esitare a contattarmi.
Autore: Graziano De Maio | Titolare di Gdmtech
  • Seo
  • 19 dicembre 2025
Indice dei contenuti

Con la crescita dell’intelligenza artificiale nella ricerca, molti clienti chiedono ai SEO aggiornamenti su cosa fare per la cosiddetta “ai seo”. Danny Sullivan, Search Liaison di Google, ha affrontato direttamente questo tema durante un podcast ufficiale di Google, offrendo indicazioni chiare su come rispondere a queste richieste senza inseguire mode inefficaci. Leggi originale su Search Engine Journal.

Cosa dire ai clienti sulla AI seo secondo Danny Sullivan

Danny Sullivan riconosce che i SEO si trovano in una posizione difficile: i clienti vogliono “cose nuove” e strategie dedicate all’AI. Tuttavia, il messaggio chiave da trasmettere è che le attività che funzionavano prima continuano a essere la base anche oggi.

Secondo Sullivan:

  • non è necessario inventare nuove pratiche solo per sembrare aggiornati
  • le strategie consolidate di SEO sono il fondamento anche dei sistemi di ricerca basati su AI
  • i cambiamenti di formato non implicano un cambio radicale delle attività

L’idea centrale è rassicurare i clienti: la ricerca basata su AI si costruisce sugli stessi principi della ricerca tradizionale.

Perché non conviene puntare tutto su aeo e geo

Negli ultimi mesi si è diffusa l’idea di ottimizzare i contenuti esclusivamente per chatbot e motori generativi (AEO/GEO). Danny Sullivan mette in guardia da questo approccio, evidenziando diversi rischi.

I principali problemi sono:

  • molte tecniche suggerite sono pratiche superate o spammy
  • il traffico proveniente da strumenti come ChatGPT, Perplexity o Claude è ancora minimo
  • il ritorno sull’investimento è quasi nullo rispetto a Google e Bing

Anche nel caso di Google AI Overviews e AI Mode, i sistemi di ranking rimangono quelli della ricerca classica. Dare priorità all’AI a scapito della SEO tradizionale non è quindi una strategia sostenibile.

Il rischio di complicare inutilmente la strategia seo

Sullivan sottolinea che cercare di fare “due SEO diverse”, una per la ricerca tradizionale e una per l’AI, porta solo a maggiore complessità e a risultati incerti nel lungo periodo. Cambiare drasticamente approccio può far perdere di vista ciò che davvero funziona.

La semplicità e la continuità strategica restano elementi chiave per il successo.

Meno seo tecnica e più focus sui contenuti

Durante lo stesso podcast, John Mueller di Google ha evidenziato come i moderni CMS abbiano ridotto drasticamente la necessità di interventi di SEO tecnica. Piattaforme come WordPress o Wix gestiscono già molte delle basi tecniche.

Questo cambiamento permette a SEO ed editori di:

  • dedicare meno tempo agli aspetti tecnici
  • concentrarsi maggiormente sulla qualità dei contenuti
  • rispondere meglio alle reali esigenze degli utenti

Danny Sullivan ha ribadito che questo focus sui contenuti è esattamente ciò che Google vuole incentivare, anche in ottica di visibilità nelle superfici AI.

Conclusione: la ai seo parte dai contenuti

Il messaggio di Danny Sullivan è chiaro: la ai seo non richiede una rivoluzione. I contenuti utili, accessibili e di qualità restano il fattore principale di successo. Inseguire scorciatoie o mode legate all’intelligenza artificiale rischia solo di distrarre dagli obiettivi reali.

Fonte

Dichiarazioni di Danny Sullivan e John Mueller durante un podcast ufficiale di Google dedicato a SEO e ricerca basata su intelligenza artificiale.

Autore Graziano De Maio - Gdmtech
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Autore: Graziano De Maio | Titolare di Gdmtech