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Google search integra l'AI generativa: il fenomeno zero-click e cosa succede ai siti web

Google search integra l'AI generativa: il fenomeno zero-click e cosa succede ai siti web

Autore Graziano De Maio - Gdmtech
Ti auguro buona lettura e mi raccomando, se dopo aver letto questo articolo hai bisogno di aiuto non esitare a contattarmi.
Autore: Graziano De Maio | Titolare di Gdmtech
  • Seo
  • 8 luglio 2025
Indice dei contenuti

Con l’introduzione degli AI Overview nei risultati di Google Search, stiamo assistendo a una rivoluzione profonda nel modo in cui gli utenti cercano e consumano le informazioni online. L’intelligenza artificiale generativa, integrata nei motori di ricerca, sta cambiando le regole del gioco e ridefinendo il ruolo dei contenuti informativi nel processo decisionale.

Il copy writing informativo ha ancora senso?

Fino a poco tempo fa, il modello dominante nel content marketing era chiaro: per vendere un prodotto, si creava un blog ricco di contenuti informativi, capaci di intercettare ricerche non necessariamente commerciali ma correlate. Questi contenuti servivano per rispondere alle domande di potenziali clienti portando l’utente da una fase esplorativa fino all’interesse verso un prodotto o servizio.

In pratica:

  • L’utente cercava un’informazione generica su Google;
  • Cliccava su un articolo di un blog tra i primi risultati;
  • Approfondiva l’argomento sul blog dell’azienda;
  • Veniva guidato verso un prodotto o servizio coerente con il problema iniziale.

Questo modello funzionava perché ogni clic, anche solo informativo, rappresentava un’opportunità per convertire.

Ricerche a Zero-Click

Oggi, con gli snippet generati direttamente da AI come Gemini integrato in Google, questa fase intermedia – quella puramente informativa – viene spesso assorbita dall’AI stessa, che fornisce la risposta prima dei link organici. Questo fenomeno sta generando una crescente quantità di zero-click searches: l’utente ottiene ciò che cerca senza visitare alcun sito web.

Il risultato?

I contenuti informativi che servivano da ponte tra un cliente alla ricerca di informazioni al prodotto o servizio ora perdono visibilità e traffico, perché non sono più necessari per ottenere risposte semplici.

Cosa cambia per chi fa SEO e per chi vende online

Questa trasformazione impatta soprattutto i siti che puntavano su un elevato volume di traffico informativo. Tuttavia, non tutto è perduto: chi aveva solo curiosità informativa non sarebbe mai diventato cliente. Oggi si salta quella fase, ma l’utente con reale intenzione d’acquisto prosegue il percorso, andando a cercare direttamente soluzioni concrete, strumenti o servizi.

Esempio di caso reale: il manager di magazzino e il software con lettore barcode

Immagina un manager di magazzino che vuole ottimizzare il carico e lo scarico merci. Non sa ancora quale soluzione gli serva, quindi comincia con ricerche informative come:

  • “Come velocizzare il picking in magazzino”
  • “Tecnologie per magazzini moderni”
  • “Ottimizzare la logistica interna”

In passato, avrebbe trovato articoli dettagliati pubblicati da aziende che vendono lettori barcode o software gestionali, e da lì avrebbe scoperto il prodotto.
Ora, però, è probabile che la risposta iniziale venga fornita direttamente da un AI Overview, che sintetizza il contenuto senza far cliccare l’utente su alcun link.

Chi è semplicemente curioso o in una fase molto iniziale si fermerà lì.
Chi, invece, capisce che la soluzione sta in un software con lettore barcode, approfondirà e inizierà a cercare fornitori, comparare offerte e richiedere contatti.

Il nuovo scenario: meno volumi, ma più qualità

In sostanza:

  • Il traffico informativo calerà, e con esso anche il valore delle visite “superficiali”.
  • Il traffico che resta sarà composto da utenti più motivati, già a uno stadio avanzato del funnel.
  • I contenuti dovranno essere meno generalisti e più orientati alla conversione.

Chi fa SEO oggi deve ripensare la strategia: non basta più posizionarsi su keyword informative, bisogna costruire percorsi che intercettino utenti già pronti a prendere decisioni concrete. Leggi anche e se tutti i blog sparissero?

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