
AI generativa in Google Search Console: come leggere il report
- Seo
- 22 settembre 2026
Indice dei contenuti
Hai aperto Google Search Console e, sotto Rendimento, hai trovato la voce AI generativa. La domanda pratica è: il tuo sito sta comparendo nelle risposte dell’intelligenza artificiale di Google? Il nuovo report permette di osservare questa visibilità attraverso le impressioni, cioè le visualizzazioni dei link al sito nelle funzionalità supportate.
Per chi gestisce un sito aziendale, un ecommerce o un blog professionale, è un dato da affiancare alle visite e alle richieste di contatto. Vedere una pagina nel report è un segnale utile, ma da solo non dimostra che quella presenza abbia prodotto nuovi clienti.
Che cos’è il report AI generativa di Google Search Console
Google ha annunciato i nuovi report il 3 giugno 2026 e ha successivamente comunicato la disponibilità globale dal 31 agosto 2026. La novità è una vista dedicata alla presenza dei siti nelle funzionalità generative: per la Ricerca comprende AI Overviews e AI Mode, mentre le funzionalità generative di Discover hanno un report separato. Questi dati continuano a contribuire anche al rendimento complessivo: non sono un nuovo insieme di impressioni da sommare ai totali esistenti. La fonte è l’annuncio ufficiale di Google Search Central.
L’articolo si concentra sulla lettura del report nella Ricerca, quello mostrato nello screenshot di copertina. Le informazioni sono verificate al 22 settembre 2026: trattandosi di una funzione aggiornabile, voci e metriche potranno evolvere.
Dove trovare AI generativa e quali dati leggere
Nell’interfaccia mostrata in copertina, il percorso è Rendimento → AI generativa. Dopo aver selezionato la proprietà del sito, puoi scegliere un periodo e osservare il grafico delle impressioni.
Google presenta queste dimensioni di analisi nel suo annuncio dei report:
| Dato | A cosa serve nell’analisi |
|---|---|
| Impressioni | Osservare l’andamento della visibilità nelle funzionalità AI |
| Pagine | Individuare gli URL che compaiono |
| Paesi | Verificare i mercati in cui il sito viene mostrato |
| Dispositivi | Confrontare la presenza su mobile, desktop e tablet nella Ricerca |
| Date | Esaminare come cambia la presenza nel tempo |
Come primo controllo, suggerisco di partire dalle pagine: sono contenuti informativi, schede prodotto o pagine di servizio? Poi passa ai paesi. Per un’attività che lavora sul mercato italiano, una crescita concentrata altrove richiede una valutazione diversa da una crescita nel proprio mercato.
Impressioni AI, visite e contatti misurano cose diverse
La documentazione attuale descrive un report basato sulle impressioni; non presenta una metrica dedicata per clic, CTR o conversioni. Il CTR è il rapporto fra clic e impressioni: senza un conteggio dei clic riferito allo stesso insieme di dati non puoi ricavarlo correttamente. Consulta la guida al report sul rendimento dell’AI generativa per verificare le metriche disponibili.
Per valutare il risultato sul tuo sito, tieni separate tre domande:
- Visibilità: quali pagine vengono mostrate nelle funzionalità AI?
- Traffico: quante visite riceve il sito e quali pagine vengono raggiunte?
- Risultato commerciale: quelle visite portano richieste pertinenti, acquisti o prenotazioni?
Esempio ipotetico: una guida alla scelta di un prodotto compare nel report, mentre la pagina del servizio collegato riceve poche richieste. Puoi controllare se la guida aiuta davvero a scegliere e se offre un percorso chiaro verso il servizio. Il report suggerisce dove indagare; non dimostra da solo perché le persone contattino o abbandonino il sito.
Evita anche di dividere i clic organici complessivi per le sole impressioni AI: otterresti un rapporto fra insiemi diversi, poco utile per prendere decisioni.
Perché i totali possono essere diversi o il report non comparire
Google distingue l’aggregazione per proprietà da quella per pagina: due URL dello stesso sito mostrati nella stessa funzionalità possono contare come una sola impressione nel grafico della proprietà. Per questo la somma delle righe non coincide necessariamente con il totale. I dati più recenti possono inoltre essere preliminari.
La guida segnala le impressioni insufficienti fra le possibili ragioni dell’assenza del report. Pur riportando la disponibilità globale, conserva anche una nota sull’implementazione graduale. Conviene quindi verificare la documentazione aggiornata di Search Console prima di interpretare un report assente come un problema SEO.
Sul piano operativo, non userei né un singolo giorno in calo né una tabella vuota come motivo sufficiente per riscrivere le pagine. Prima confronterei periodo, filtri e proprietà selezionata, annotando eventuali modifiche recenti al sito.
Il report e l’impostazione di inclusione nell’AI sono due funzioni diverse
La voce sotto Rendimento serve a osservare i dati. Google documenta anche un controllo dell’AI generativa nella Ricerca, raggiungibile dalle Impostazioni, che gestisce l’inclusione di link e contenuti nelle funzionalità supportate. Le opzioni comprendono inclusione, esclusione e, quando applicabile, ereditarietà dalla proprietà principale. I dettagli sono nella guida ufficiale al controllo dell’AI generativa.
Se stai cercando di capire perché il sito non compare, verificare questa scelta è un passaggio pertinente. Cambiarla richiede però una decisione sulla presenza dei contenuti nelle esperienze AI, non soltanto il desiderio di vedere un grafico popolato.
Come usare il report per decidere gli interventi sul sito
Propongo una routine semplice, da adattare alla quantità di dati disponibile:
- Scegli periodi confrontabili. Annota intervallo, filtri e stagionalità dell’attività prima di valutare una variazione.
- Seleziona le pagine rilevanti per il business. Una guida molto visibile può essere utile, ma va valutata rispetto al pubblico che vuoi raggiungere.
- Rileggi quelle pagine come farebbe un potenziale cliente. La risposta è chiara? Le informazioni sono aggiornate? È comprensibile quando il prodotto o servizio è adatto?
- Affianca i dati del sito. Controlla traffico e contatti con gli strumenti di misurazione disponibili, senza attribuirli automaticamente all’AI.
- Registra gli interventi. Se aggiorni un contenuto, annota cosa hai cambiato e quando, per rendere più ordinata l’analisi successiva.
Questa è una proposta di metodo, non una procedura che garantisce maggiore presenza nelle risposte AI. Nella sua guida all’ottimizzazione per le funzionalità generative, Google richiama aspetti come accessibilità alla scansione, esperienza della pagina e gestione dei duplicati. Il nuovo report può aiutare a scegliere cosa approfondire, mentre i controlli tecnici servono a verificare eventuali ostacoli concreti.
Per inserire questa analisi in un controllo più ampio puoi consultare anche i parametri SEO da monitorare in Search Console.
Se vuoi capire cosa indica il report AI generativa per la tua attività, posso analizzare Search Console insieme ai contenuti e ai dati disponibili sul tuo sito. Puoi richiedere una consulenza SEO per il tuo sito web per individuare le priorità di intervento.






















